mercoledì 7 maggio 2014

Capita...di cucinare.

Succede, succede anche a me di cucinare.
Ma non è che non mi piaccia farlo, ma la sera arrivo troppo stanca per dedicarmi a cucinare succulenti piatti. Quindi me la cavo sempre con cose semplicissime e per fortuna i miei figli, ancora, non fanno particolari richieste. Della serie “Cosa volete mangiare stasera?”, “Pastina olio e formaggio”. Corro subito a farla prima che gli baleni in testa qualche altra complesso desiderio. (per fortuna vanno al nido dove mangiano TUTTO. Lo specifico prima che qualcuno vada a denunciarmi).
Mi facilitano la vita loro.
Ieri sera invece ero ispirata, non che non fossi stanca, ma, forse, una frase carina che mi è stata detta dal mio compagno mi ha fatto un po’ riflettere. Ok, la devo dire tutta? Va bene…ci sono stati i miei suoceri e poi a ruota i miei genitori, quindi, potete immaginare che per una settimana abbiamo avuto il piacere di tornare da lavoro e trovare la cena pronta, i bambini già sazi e pronti per andare a letto ed è stato emozionante!!!
L’ultima sera che c’erano i miei, c’era veramente tanta roba da mangiare. Ci siamo ritrovati io e lui alle dieci di sera a divorare tutto manco fossimo a digiuno da giorni. A fine cena, lui viene da me e mi dice teneramente “è bellissimo tornare a casa e sentire questi profumi. È bello anche quando capita che prepari il sugo”. (Vedi che poi le cose rare vengono apprezzate?).
Mi ha fatto tenerezza e ieri quindi ho deciso di farglieli sentire di nuovo. Sia chiaro, solo ieri. No, perché se io fossi casalinga, se io lavorassi mezza giornata, lo farei sempre, lo farei più volentieri. Ma, giuro! non ce la faccio. Arrivo stremata la sera, e di certo non mi metto sul divano a riposarmi. Come vi ho già raccontato qualche post fa. Quindi ci siamo sempre arrangiati e sempre ci arrangeremo.
Ma veniamo alla cena (non vi aspettate niente di che!).
Avevo delle fave fresche a casa, le ho prima soffritte con la cipolla e poi fatte cuocere sempre nella stessa padella con un bicchiere di acqua. Una volta cotte le ho frullate aggiungendo il parmigiano. Ho messo quindi nuovamente le fave nella padella e ho aggiunto la panna di soya, che è cento volte più buona e leggera della panna normale. E infine ho unito la pasta che ho cotto nel frattempo. Buonissima! Almeno per me. Poco conta se la piccola non l’ha voluta mangiare, se il grande si è sforzato e se il lui ha detto che era buona sì, ma occorreva più panna. A me è piaciuta!
Poi mi avanzavano della ricotta fresca e delle uova, così ho fatto una frittata di ricotta cucinata al forno. Eccezionale. Si si vabbè, questa l’abbiamo mangiata solo io e la piccolina…ma non è che possiamo avere tutti gli stessi gusti…
Un bel bicchiere di vino dell’Etna e ieri ero proprio soddisfatta!


Sono pessima, lo so.

4 commenti:

  1. Da me cucina sempre lui.. io? NON CE LA POSSO FARE A FARE TUTTO! Hahahaha (come ti capisco) Un abbraccio Alessandra

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    1. Mal comune mezzo gaudio! EHeheheheh

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  2. Non lo sei affatto e lo sai anche tu.
    carino lui, ogni tanto ci vuole... e hai ragione cavolo, le cose fatte di rado vengono più apprezzate... dovrei iniziare anche io!

    ps ma tu sei vegetariana giusto?

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    1. Non mangio la carne rossa e i salumi. E non mangio il maiale. Pollo e pesce sì. Quindi non posso dire di essere vegetariana. Il mio compagno lo è.

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